Perchè la Gallura

LA  GALLURA

Vivere in Gallura

Sicuramente quello che rende riconoscibile la Gallura al resto del mondo è il nome “Costa Smeralda”. Nel corso degli ultimi 60 anni è stato il principale promotore dell’immagine della Sardegna all’estero, ma la Gallura è terra ben più ricca, che oltre al suo mare e alle sue coste caratterizzate da insenature, cale e piccoli fiordi, presenta un entroterra di notevole pregio paesaggistico. Un territorio montano e collinare che durante il periodo invernale, quello meno conosciuto ai turisti, si accende di colori, di un verde intenso dei suoi boschi di querce, di sugherete, di ginepri; del giallo delle ginestre che ne popolano il sottobosco, dal bianco delle fioriture dell’erica. Una miscellanea, questa, che attiva i sensi di ha la fortuna di poter ammirare questi paesaggi da togliere il fiato. Questa terra così naturalmente selvaggia è da innumerevoli secoli che accoglie i popoli che la abitano. In questa porzione della regione Sardegna, da tempi immemori si è scelto di vivere forse proprio per la conformazione del territorio, che permette la coltivazione, famosi sono i suoi Vermentini, l’allevamento di capi di bestiame.

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LA GALLURA

Terra di antica cultura

La Gallura è in grado di appagare altre necessità, non solo quei sensi che soddisfano le viste e i profumi. Anche di antica cultura è pregna questa terra, diversi infatti sono i siti archeologici che affiorano, Nuraghi, Dolmen, Tombe dei Giganti circondati da boschi e rocce granitiche. Si trovano musei etnografici che ne raccontano i connotati della popolazione che da sempre ha abitato questa, che per molti, era una terra inospitale, ma che per i Galluresi è divenuta una culla dove crescere e prosperare. Questo si denota anche dai piccoli centri urbani, che nei centri storici si presentano ancora con quella pianta urbanistica tipica delle costruzioni medievali. Vicoli stretti tra pareti di blocchi in granito che si aprono su piccole piazze, dove i suoi abitanti vivevano quelle che erano le principali attività delle piccole cittadine sarde di inizi del xx secolo. Angoli di una civiltà ormai perduta e che rincorre i ritmi frenetici della società moderna.

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